Le intelligenze artificiali sono in grado di navigare online, e oggi spiegheremo come fanno e quali sono le implicazioni di questa “novità”, soprattutto per chi ha un sito web. Iniziamo pensando a come solitamente si cercano informazioni sul web: si digitano delle parole chiave sulla barra di ricerca, si attende il caricamento dei risultati plausibili e poi si “fruga” tra le opzioni suggerite dal motore di ricerca.
Con le AI il paradigma cambia: si pone il quesito, l’AI naviga online e cerca e poi restituisce una risposta altamente personalizzata. Non ci è più richiesto di “esplorare” diversi siti web per soddisfare le proprie richieste, perché ora c’è qualcuno che lo fa al posto dell’utente: le AI.
Questo cambiamento non va preso sotto gamba, perché se la ricerca tramite AI diventasse la norma, bisognerà rendere i siti web fruibili da esse.
Da dove cominciare? E quando? Ma soprattutto, come? La prima cosa da fare è richiedere una consulenza mirata per l’ottimizzazione SEO per l’intelligenza artificiale. Sarà l’esperto a indicare le attività ideali da avviare per rendere il sito web appetibile alle AI ma sempre tenendo conto dei criteri di posizionamento dei principali motori di ricerca. Vediamo le principali.
Come navigano le AI?
Le AI in grado di navigare online non aprono un sito per guardarlo in senso visivo o estetico, ma per “leggerne” il contenuto in maniera strutturata, automatica, testuale. Quando interrogate, formulano una richiesta interna, attivano strumenti di ricerca online (basati spesso su motori come Bing o su dataset curati) e poi scandagliano i contenuti delle pagine che risultano più promettenti.
A differenza dei motori di ricerca, basati su segnali esterni come i backlink, la popolarità o il comportamento degli utenti, le AI danno priorità al contenuto testuale “interno” alla pagina.
Vogliono trovare informazioni che siano comprensibili subito, espresse con chiarezza. Leggono solo la pagina trovata, o un frammento, e da lì estraggono tutto ciò che serve per rispondere alla richiesta.
Come si ottimizza un sito web per le AI?
Un sito web ottimizzato per l’AI deve essere pensato per essere letto, interpretato e assorbito da agenti automatici. E la leggibilità non riguarda solo il contenuto ma anche la struttura HTML della pagina, perché le AI interpretano anche ciò che è visibile nel codice.
Per consentire loro di farlo con efficienza, bisogna usare una gerarchia corretta nei titoli (<h1>, <h2>, ecc.), dividere il testo in paragrafi logici, ed evitare contenuti nascosti dietro a elementi non testuali (come immagini senza descrizione o testi caricati dinamicamente via JavaScript non indicizzati).
Sia le AI che i bot dei motori di ricerca ragionano meglio grazie ai dati strutturati, cioè informazioni codificate nel linguaggio schema.org, tipicamente in formato JSON-LD. Ne fanno uso perché sono dati pensati per aiutarle a comprendere la natura di ciò che stanno leggendo.
Un articolo, un prodotto, una recensione, un profilo autore: tutto può (e dovrebbe) essere marcato semanticamente per dire a un sistema automatizzato “questo è un articolo scritto da questa persona, pubblicato in questa data, che tratta questo argomento”. Senza questo tipo di metadati, il contenuto può essere visto come un blocco indistinto di testo, più difficile da interpretare e quindi meno utile da mostrare.
Come scelgono di quali siti web fidarsi?
Oltre alla struttura e ai dati, c’è un’altra dimensione che le AI considerano sempre più rilevante: l’autorevolezza.
Quando selezionano una fonte da cui attingere, tendono a preferire i siti che dimostrano di essere affidabili, principio simile all’E-E-A-T di Google (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness).
Le intelligenze artificiali che navigano il web, infine, utilizzano crawler dedicati, i quali si comportano come i bot dei motori di ricerca. Per esempio GPTBot (di OpenAI), ClaudeBot (di Anthropic) o PerplexityBot visitano i siti per leggerne il contenuto.
Ma se un sito impedisce a questi bot di accedere tramite il file robots.txt, oppure se non presenta una sitemap chiara, aggiornata e ben organizzata, le probabilità che venga visitato e analizzato da un’AI caleranno drasticamente. Di conseguenza, diminuiranno anche le probabilità di essere preso in considerazione dagli utenti che l’hanno interrogata.
