Terry, ho riletto il tuo libro proprio ieri, e la prima cosa che ho pensato e che tu sai bene è: ho sempre fatto il tifo per questo progetto. C’era spazio, là fuori, per un accompagnamento accogliente e aggiornato, scritto da chi le aziende le frequenta sul serio, ogni giorno, e sa guidare l’effort verso le priorità giuste. Fare tutto sarebbe bellissimo, ma poi arrivano i numeri, i report, le scadenze. Tutto questo sta funzionando, ne vale lo sbattimento?
“Social media strategy. Raggiungere, crescere, convertire” (Franco Angeli) risponde proprio a questo, e lo fa senza mai perdere il calore di una conversazione tra colleghi.
I social oggi sono piazza, sono relazione e per questo bisogna saper ascoltare, rispondere e restare coerenti mentre intorno cambia ogni cosa. Come dice bene l’autrice i social funzionano quando vengono governati.
Il libro di pagina in pagina prende per mano, niente scorciatoie! Si parte dall’analisi (del brand, della presenza online, dei competitor, del pubblico, degli insight, delle tendenze di mercato, delle piattaforme), si passa agli obiettivi con quel “metodo a scalini” che rende la crescita una cosa sostenibile e non un’ansia, e si arriva via via al piano editoriale, ai copy, al social shopping, all’advertising e infine al monitoraggio.
Mi ha fatto piacere ritrovare anche il focus sull’Intelligenza Artificiale, trattata per quello che è: né bacchetta magica né nemico da temere, uno strumento che funziona solo se sai perché lo stai usando e dove vuoi arrivare. L’AI libera tempo mentale per ciò che resta umano, cioè la visione, il tono di voce, la relazione con le persone. Allo stesso tempo ho apprezzato il passaggio dedicato all’accessibilità e all’inclusione. Temi che oggi, nel 2026, dovrebbero essere scontati e invece – purtroppo – non lo sono.
C’è poi un punto chiave: la differenza tra essere visibili ed essere trovabili. La discoverability, la SEO che entra nei social in quanto piattaforme diventate veri e propri motori di ricerca. Alla base c’è l’idea che un contenuto vada pensato avere una vita molto più lunga del singolo post. I social come asset strategico, un investimento che cresce nel tempo insieme al brand.
Per chi è questo libro? Per chiunque abbia un brand da raccontare e da rafforzare online. La piccola attività di quartiere, la startup che vuole crescere, l’azienda già strutturata che cerca una direzione. Aggiungo una cosa che mi sembra urgente proprio adesso: vale ancora di più nell’epoca dell’AI. Quando tutto può essere generato e automatizzato, è proprio sui social che un brand trova la sua convalida. È lì che le persone cercano prove di fiducia, conversazioni reali, social proof, qualcuno che dall’altra parte si prenda la responsabilità delle proprie parole. La tecnologia accelera, certo, ma la fiducia resta una faccenda umana, e i social restano il luogo in cui quella fiducia si costruisce o si incrina.
Infine, una nota personale che mi rende felice. Nella parte finale del libro, “Il punto di vista degli esperti”, accanto ai contributi di altre professioniste c’è anche una mia riflessione, “Oltre i silos: perché SEO e Social devono guidare insieme il Customer Journey”. Ci tenevo a esserci con questo tema perché nel marketing non si lavora più a compartimenti stagni. SEO e Social sono due colleghi che dentro al team devono andare a braccetto. Il sito è la nostra casa, i social sono le piazze in cui ci affacciamo, e il cliente vive il brand attraversandoli tutti, senza accorgersi dei confini che a volte costruiamo noi internamente. Sta a noi togliere quei muri.
Se hai un brand da far crescere, o se semplicemente vuoi smettere di rincorrere i social e iniziare a guidarli, leggilo. Io ho fatto il tifo dall’inizio, e ora che lo rileggo finito e infiocchettato, posso dirlo con ancora più convinzione: ne valeva la pena.
