Qualche appunto di lettura. Le Ads non sono il mio ambito, però Massimo spiega in modo semplice, arricchendo il tutto con esempi e ragionamenti. Mi sono appassionata e l’ho letto oggi in pausa pranzo. (Puoi acquistarlo qui)
Per anni chi faceva advertising su Meta ha lavorato soprattutto sul pubblico: interessi, esclusioni, lookalike, segmenti più stretti. Poi l’algoritmo ha cominciato a decidere da solo e molti si sono ritrovati a ritoccare impostazioni che contavano sempre meno, con la sensazione di aver perso il controllo.
Allora se a scegliere a chi mostrare un annuncio è l’AI di Meta, quello che le dai da leggere pesa più di qualsiasi parametro. La creatività finisce per diventare il segnale con cui il sistema capisce a chi rivolgersi.
Giacchino spiega come ragiona la distribuzione, perché due annunci per lo stesso prodotto possono arrivare a persone molto diverse, e cosa vuol dire leggere i micro-dati di una creativa invece di fermarsi al costo per risultato.
La parte che mi è piaciuta di più – nei termini in cui si intreccia meglio col mio lavoro – è quella sulla progettazione per tutto il funnel. Viene spiegato come pensare creative diverse per chi il brand non lo conosce, per chi lo sta valutando e per chi è a un passo dall’acquisto, e come testarle senza bruciare budget prima di capire cosa funziona. Il tutto messo all’interno di un contesto di una routine settimanale di controllo e ottimizzazione dell’account.
L’esperienza, ormai lo sappiamo arrivati al quarto libro dell’autore, c’è. Il tono è quello di chi ha visto campagne andare bene e altre andare storte. Niente trucchi segreti, solo un modo di ragionare. Soprattutto quando tutto cambia così velocemente, per cui il nostro pensiero deve crescere e, il modo in cui lavoriamo, adattarsi.
Ben fatto Massimo!
