Per quasi 4 anni ChatGPT è stato uno dei pochi posti di internet senza cartelloni pubblicitari. Facevi una domanda, ricevevi una risposta, fine. Dal 24 agosto 2026 le cose sono cambiate anche in Italia. OpenAI ha esteso il programma pubblicitario a 31 Paesi europei e, se usi ChatGPT con un piano gratuito, sotto alcune risposte hai già visto (o vedrai presto) un riquadro con l’etichetta “Sponsorizzato”.
Per chi fa marketing è una notizia grossa. Per la prima volta la pubblicità entra nel momento in cui una persona sta ragionando ad alta voce con un assistente, confronta, valuta, chiede consiglio. Il terreno è nuovo, le regole pure, e le domande scomode non mancano.
Pubblicità su ChatGPT: di cosa parliamo esattamente
Le ChatGPT Ads sono annunci che compaiono sotto la risposta generata da ChatGPT, in un riquadro separato e contrassegnato come “Sponsorizzato”. Sono spazi a pagamento, visivamente distinti dal testo, che il sistema pubblicitario di OpenAI abbina al contesto della conversazione. Restano fuori dalla risposta vera e propria, e il modello non li cita né li consiglia.
Un esempio pratico. Chiedi a ChatGPT: “Sto cercando un tapis roulant pieghevole per un appartamento piccolo, budget 500 euro, uso 3 volte a settimana”. ChatGPT risponde come sempre, con criteri di scelta e suggerimenti. Sotto la risposta, se esiste un annuncio pertinente, compare una scheda di un brand di attrezzatura fitness con titolo, immagine e link al sito.
Da fissare subito 3 punti, perché reggono tutto il resto:
- Gli annunci non modificano la risposta. OpenAI dichiara che il sistema pubblicitario gira su infrastrutture separate dal modello di chat e che gli inserzionisti non possono influenzare, classificare o cambiare ciò che ChatGPT scrive.
- Gli annunci sono sempre etichettati. Se manca l’etichetta “Sponsorizzato”, quella non è pubblicità (anche se la risposta cita un prodotto).
- Li vede solo chi non paga. Gli annunci riguardano gli utenti dei piani gratuiti Free e Go. Chi paga Plus, Pro, Business, Enterprise o Edu non vede pubblicità.
Perché OpenAI ha aperto le porte alla pubblicità (proprio adesso)
Nel 2024 OpenAI parlava della pubblicità come di un'”ultima spiaggia”. Cosa è cambiato? I numeri. ChatGPT ha superato 1 miliardo di utenti attivi settimanali, ma solo una piccola frazione paga un abbonamento. Tenere in piedi un servizio gratuito su quella scala costa una quantità enorme di potenza di calcolo, e gli abbonamenti da soli non bastano a coprirla.
La pubblicità è diventata così il quarto pilastro del modello di business di OpenAI, accanto agli abbonamenti consumer, alle offerte enterprise e all’uso a consumo delle API. L’annuncio ufficiale è arrivato a gennaio 2026, insieme a un documento di principi. Risposte indipendenti dagli inserzionisti, conversazioni riservate, controllo nelle mani degli utenti e, soprattutto, nessuna ottimizzazione sul tempo trascorso nell’app.
I risultati sono arrivati in fretta. A fine agosto 2026 OpenAI ha comunicato che ChatGPT Ads ha raggiunto 1 miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni dal lancio, con decine di migliaia di inserzionisti attivi e oltre 50 partner tecnologici e di misurazione. Colin Fleming, CMO business dell’azienda, ha parlato di una crescita del 25% dei ricavi pubblicitari giornalieri solo dall’inizio di agosto.
La cronologia: da test americano a piattaforma globale in 7 mesi
Per capire quanto sia giovane (e quanto veloce) questo canale, basta guardare le date.
| Data | Cosa è successo |
|---|---|
| Gennaio 2026 | OpenAI annuncia l’arrivo degli annunci e pubblica i suoi principi sulla pubblicità |
| 9 febbraio 2026 | Parte il test negli Stati Uniti sui piani Free e Go, in modalità gestita (agenzie partner, CPM intorno ai 60 $, minimi di spesa a 6 cifre) |
| Primavera 2026 | Estensione a Canada, Australia e Nuova Zelanda |
| Maggio 2026 | Apre l’Ads Manager self-service negli USA, sparisce la soglia minima di spesa e arrivano le PMI |
| Maggio e giugno 2026 | Debuttano gli annunci da feed prodotti per l’e-commerce e le offerte CPC ottimizzate per le conversioni |
| Agosto 2026 | Arrivano Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud |
| 24 agosto 2026 | Gli annunci si accendono in 31 Paesi europei, Italia inclusa |
| 31 agosto 2026 | Self-service anche in Europa, India, Medio Oriente e Nord Africa. ChatGPT Ads supera i 40 Paesi e 1 miliardo di dollari di run rate |
7 mesi per passare da un esperimento a una piattaforma presente in oltre 40 Paesi. Nessuna piattaforma pubblicitaria recente è cresciuta così in fretta.
Chi vede gli annunci su ChatGPT e chi non li vedrà mai
È la domanda più cercata su Google in queste settimane, quindi rispondiamo con precisione.
| Piano / situazione | Annunci? |
|---|---|
| ChatGPT Free | Sì |
| ChatGPT Go (piano economico) | Sì |
| Plus, Pro | No |
| Business, Enterprise, Edu | No |
| Account riconosciuti come minorenni (under 18) | No |
| Chat temporanee | No |
| Browser ChatGPT Atlas (durante il test) | No |
| Conversazioni su salute personale, salute mentale, politica | No |
Due dettagli interessanti. Per riconoscere i minorenni OpenAI combina l’età dichiarata con altri segnali, come l’anzianità dell’account, gli orari di utilizzo e gli argomenti trattati. E chi usa il piano Free senza volere pubblicità può attivare una modalità Ads-Free gratuita, che toglie gli annunci in cambio di limiti più bassi (meno messaggi al giorno, niente generazione di immagini né deep research). In pratica o guardi gli annunci, o accetti meno funzioni, o paghi. Una scelta esplicita, già più di quanto offrano molte piattaforme.
Come si presenta un annuncio ChatGPT: formati e anatomia
Il formato base è una scheda sponsorizzata (sponsored card) che somiglia più a un annuncio di ricerca che a un post social. Contiene:
- nome dell’inserzionista e favicon
- un titolo e una breve descrizione
- un’immagine
- il link alla landing page
- un pulsante di call to action (in test da maggio 2026 con testi come “Acquista ora”, “Prenota”, “Iscriviti”, “Scopri di più”), per ora scelto dagli algoritmi di OpenAI
Per l’e-commerce esiste una variante più ricca, le campagne da feed prodotti. Il retailer collega il proprio catalogo (fino a circa 1 milione di referenze, con integrazione diretta per chi usa Shopify) e il sistema genera da solo le schede con nome, immagine, prezzo e attributi, poi le impila in un carosello quando la conversazione ha un intento d’acquisto. Chi già gestisce Google Shopping o il catalogo Meta può riusare lo stesso feed.
Un’unità pubblicitaria può contenere uno o più elementi, dello stesso inserzionista o di inserzionisti diversi. E ogni annuncio ha un menu a tre puntini da cui l’utente lo nasconde, lo segnala, scopre perché lo sta vedendo o lo passa a ChatGPT con “Chiedi a ChatGPT” per farsi spiegare l’offerta (di default il modello non vede gli annunci mostrati). In alcuni casi si può anche scrivere all’inserzionista direttamente dall’annuncio.
Il cuore del sistema: il targeting contestuale (addio parola chiave)
Qui sta la novità vera, e merita qualche riga in più.
Su Google compri una parola chiave, per esempio “miglior gestionale per PMI”. Su ChatGPT la persona scrive qualcosa come “ho un’azienda con 15 dipendenti, vendo online e tramite agenti, cerco un gestionale che integri fatturazione, CRM e magazzino senza spendere una fortuna”. Quello che hai davanti è un intento articolato dentro un dialogo, e nessuna keyword lo cattura.
Il sistema pubblicitario di OpenAI seleziona gli annunci combinando diversi segnali:
- il contesto e l’intento della conversazione in corso
- il contenuto della landing page (che OpenAI visita e analizza, anche per verificarne sicurezza e conformità)
- titolo, testo e creatività dell’annuncio
- i context hints forniti dall’inserzionista, cioè descrizioni degli scenari, degli argomenti o dei problemi in cui il prodotto è utile. Attenzione, non sono keyword a corrispondenza esatta e non garantiscono la pubblicazione. Servono al sistema per capire quando l’annuncio ha senso
- le selezioni di targeting, ovvero Paesi, piattaforma (iOS, Android, web) e custom audience caricate dall’inserzionista
- quando la personalizzazione è attiva, segnali dall’esperienza più ampia dell’utente (chat precedenti, memoria, interazioni con altri annunci)
Sull’ultimo punto c’è una differenza sostanziale tra Stati Uniti ed Europa. Negli USA la personalizzazione è attiva salvo disattivazione. Nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera, per rispettare il GDPR, OpenAI è partita con soli annunci contestuali, ovvero conta ciò che stai chiedendo adesso e la tua cronologia resta fuori. La personalizzazione arriverà solo con un consenso esplicito. È anche il motivo del ritardo di 6 mesi tra il lancio americano e quello europeo.
Ecco ChatGPT Ads a confronto con i due giganti dell’advertising digitale:
| Google Ads (Search) | Meta Ads | ChatGPT Ads | |
|---|---|---|---|
| Segnale principale | Parola chiave digitata | Interessi, comportamenti, pubblici | Contesto e intento della conversazione |
| Momento intercettato | Ricerca esplicita | Scroll passivo | Ragionamento e confronto in corso |
| Controllo dell’inserzionista sul matching | Alto (match type, negative) | Medio (audience, lookalike) | Basso-medio (context hints, non keyword) |
| Personalizzazione in UE | Sì, con consenso | Sì, con consenso | Per ora solo contestuale |
| Formati | Testo, shopping, video, display | Immagine, video, carosello, catalogo | Scheda sponsorizzata, carosello prodotti |
| Maturità della piattaforma | Oltre 20 anni | Oltre 15 anni | Meno di 1 anno |
Quanto costa la pubblicità su ChatGPT
Non esiste un listino. I costi si formano in un’asta al secondo prezzo ponderata sulla pertinenza, dove vince chi combina meglio offerta e rilevanza. Un annuncio ben scritto con un’offerta bassa può battere un annuncio mediocre con un’offerta alta, come succede col Quality Score di Google.
Gli obiettivi di campagna oggi disponibili sono 3:
- Reach, con pagamento a CPM (1.000 impression). L’offerta massima predefinita proposta da OpenAI è 60 $
- Clicks, con pagamento a CPC. L’offerta iniziale consigliata è tra 3 e 5 $ per clic
- Conversioni (oCPC), per chi ha configurato il tracciamento. Paghi comunque al clic, ma l’algoritmo punta su chi ha più probabilità di convertire
Il budget minimo giornaliero per campagna dipende dalla valuta di fatturazione, 25 $ per gli account in dollari e 15 £ per quelli in sterline. Per gli account in euro conviene verificare in Ads Manager, perché OpenAI non ha pubblicato una cifra ufficiale.
L’evoluzione dei prezzi dice molto sulla direzione del canale:
| Fase | Modello di accesso | Costi indicativi |
|---|---|---|
| Febbraio 2026 (pilot USA) | Solo tramite grandi agenzie (Dentsu, Omnicom, Publicis, WPP) | CPM circa 60 $, impegno minimo 200.000 $ |
| Da maggio 2026 (self-service) | Aperto a tutte le aziende | Nessun minimo di spesa, CPM stimati 25-60 $, CPC 3-5 $ |
| Da settembre 2026 (Europa) | Self-service in 31 Paesi europei | Stesse logiche d’asta, benchmark locali ancora in formazione |
Un’avvertenza. Le stime di CPM e CPC che circolano arrivano da terze parti (agenzie e piattaforme di analisi), OpenAI non ha pubblicato dati ufficiali, e in un’asta giovane i prezzi cambiano di settimana in settimana. Servono per pianificare un test. Promettere risultati su quelle cifre sarebbe un azzardo.
Come iniziare: OpenAI Ads Manager in 6 mosse
Dal 31 agosto 2026 anche le aziende italiane possono creare campagne in autonomia. I passaggi principali:
- Registrati su ads.openai.com con i dati dell’entità che acquisterà davvero la pubblicità (ragione sociale, sito, dati di fatturazione coerenti).
- Completa la verifica dell’identità aziendale tramite Persona e configura nome account e logo. Senza questi elementi gli annunci non partono.
- Scegli con cura Paese, valuta e fuso orario, perché dopo la creazione dell’account non si cambiano più.
- Installa la misurazione prima di spendere, ovvero OpenAI Pixel sul sito, Conversions API per il tracciamento lato server, oppure una delle integrazioni con partner terzi (Shopify, piattaforme di attribuzione). Senza conversioni tracciate non puoi usare l’oCPC, la modalità che oggi copre la maggior parte delle campagne.
- Crea la campagna con obiettivo, budget giornaliero, offerta massima, targeting geografico e per piattaforma, eventuali custom audience, context hints e più varianti di annuncio con benefici diversi.
- Attendi la review (OpenAI non garantisce tempi e sconsiglia invii duplicati), poi leggi i report, che mostrano spesa, impression, clic, CTR, CPC e CPM medi e, per i feed prodotti, le performance di ogni singola scheda del carosello.
Un consiglio da chi ha già testato. Collega ogni annuncio alla pagina più pertinente e lascia perdere la home. Il sistema legge la landing page per decidere quando mostrarti, e una pagina generica ti penalizza 2 volte.
Privacy e fiducia: le regole che OpenAI si è data
Il tema più delicato. Le persone raccontano a ChatGPT cose che non scriverebbero su nessun social, dubbi, problemi di lavoro, decisioni familiari. OpenAI lo sa e ha costruito il programma intorno a 5 principi dichiarati: allineamento alla missione (gli annunci finanziano l’accesso gratuito), indipendenza delle risposte, riservatezza delle conversazioni, scelta e controllo per l’utente, valore a lungo termine (niente ottimizzazione del tempo di permanenza).
In pratica le garanzie sono queste:
- gli inserzionisti non ricevono chat, cronologia, memoria, nome, email, IP o posizione esatta. Vedono solo dati aggregati (impression, clic, conversioni)
- l’utente può disattivare la personalizzazione, cancellare i dati pubblicitari (eliminati entro 30 giorni), nascondere e segnalare annunci, e vedere perché ne sta ricevendo uno
- nessun annuncio accanto a temi sensibili e nessuna pubblicità politica
- nessun annuncio nelle chat temporanee
Sono impegni seri, più stringenti di quelli di molte piattaforme consolidate. Restano però impegni, e la loro tenuta sotto la pressione dei ricavi è quello che il mercato guarderà nei prossimi anni.
I punti a favore: perché i marketer dovrebbero interessarsi
Mettiamo in fila ciò che rende ChatGPT Ads un canale da prendere sul serio.
- Intento ricco. L’utente spiega obiettivo, vincoli, budget e priorità, altro che 3 parole in una barra di ricerca. Per chi vende è il contesto più ricco mai messo a disposizione di un sistema pubblicitario.
- Il momento giusto del funnel. L’annuncio compare mentre la decisione prende forma, spesso prima che la persona sappia cosa cercherà su Google un minuto dopo. È scoperta e considerazione insieme.
- Chi arriva prima. Meno concorrenza in asta, CPC probabilmente più bassi e dati accumulati prima degli altri. Ogni piattaforma pubblicitaria ha premiato chi è entrato presto.
- Traffico di qualità. OpenAI cita un inserzionista e-commerce con un ROAS di 3x su 28 giorni e un partner tecnologico secondo cui oltre l’80% del traffico generato dagli annunci arriva da nuovi clienti. Dati di Criteo su centinaia di retailer USA indicano che gli utenti in arrivo da ChatGPT convertono circa 1,5 volte più della media degli altri referral. Sono dati parziali e di parte, ma vanno nella stessa direzione.
- Misurazione che cresce in fretta. Pixel, Conversions API, custom audience da oltre 5 milioni di contatti, report per singolo prodotto, oltre 50 partner. In 7 mesi la piattaforma ha costruito quello che ad altri è costato anni.
- Nessuna soglia d’ingresso. Dal minimo di 200.000 $ al self-service senza vincoli. Oggi una PMI può testare con qualche decina di euro al giorno.
I punti critici: cosa non convince (ancora)
Ora le zone d’ombra.
La fiducia è fragile. Zoë Hitzig, ex ricercatrice OpenAI, ha lasciato l’azienda e ha criticato in pubblico la svolta pubblicitaria. Il suo argomento è che ChatGPT custodisce un archivio senza precedenti di conversazioni intime, e la storia dei social insegna che le buone intenzioni raramente reggono alla pressione dei ricavi. Un precedente c’è già. A dicembre 2025 alcuni messaggi promozionali comparsi sotto conversazioni non pertinenti (anche per utenti paganti) hanno scatenato una protesta tale da costringere OpenAI a disattivarli in un weekend. Perplexity, che aveva sperimentato la pubblicità per prima, ha fatto marcia indietro a inizio 2026 per proteggere la credibilità delle risposte, e Claude di Anthropic ha scelto di restare senza pubblicità.
Il pubblico è limitato per definizione. Vedono gli annunci solo gli utenti Free e Go. Se il tuo cliente tipo è un professionista con l’abbonamento Plus, per quella persona la tua campagna non esiste. Per il B2B ad alto valore è un limite strutturale.
La misurazione è ancora acerba. Fino a poco fa gli inserzionisti ricevevano solo impression e clic aggregati. Pixel e Conversions API stanno colmando il vuoto, ma resta il problema del traffico AI “oscuro”. Molte visite in arrivo da ChatGPT non portano un referrer pulito e finiscono classificate come dirette in Google Analytics, con sottostime che alcune agenzie quantificano nel 30-40%. Senza tracciamento server-side non riesci a giudicare il canale.
Costi alti e asta volatile. Un CPM che oscilla tra 25 e 60 $ è 3 o 4 volte quello di Meta. Il ragionamento “clic più caro ma più qualificato” regge solo se hai abbastanza volume per verificarlo statisticamente, e in un’asta giovane i prezzi cambiano di continuo.
Poco controllo sul matching. I context hints non sono keyword. Non puoi escludere scenari con precisione né sapere in quali conversazioni comparirai. Per chi viene da 20 anni di Google Ads è un cambio di mentalità, e per alcuni brand un rischio di brand safety.
Categorie escluse e regole in divenire. Salute, finanza, dating e politica sono fuori o fortemente limitate. La piattaforma è dichiaratamente in beta, e formati, obiettivi e regole cambiano di mese in mese.
Il nodo europeo. GDPR e Digital Services Act impongono trasparenza sugli annunci e sui sistemi di raccomandazione, e la Commissione europea sta valutando dal 2025 se designare ChatGPT come motore di ricerca di dimensioni molto grandi. Se accadesse, arriverebbero obblighi ulteriori. Tradotto, le regole del gioco in Italia potrebbero cambiare a breve.
L’ambiguità di fondo. OpenAI promette di non ottimizzare il tempo trascorso e di tenere le risposte immuni dagli interessi commerciali. Ma un’azienda che incassa 1 miliardo l’anno dagli annunci e si avvia verso la quotazione in Borsa ha un incentivo evidente a far crescere quel numero. La separazione tra risposta e annuncio oggi è netta. Il test vero è se lo sarà ancora tra 3 anni.
ChatGPT Ads e gli altri assistenti: chi ha la pubblicità e chi no
Tra gli assistenti che vendono pubblicità, ChatGPT è quello che si muove più in fretta.
| Piattaforma | Stato della pubblicità (settembre 2026) | Come si compra |
|---|---|---|
| ChatGPT | Self-service in oltre 40 Paesi, Italia inclusa | OpenAI Ads Manager, agenzie partner |
| Google (AI Overviews / AI Mode) | Annunci sempre più presenti nelle risposte AI della ricerca. Pubblicità dentro l’app Gemini annunciata per il 2026 | Google Ads (campagne esistenti) |
| Microsoft Copilot | Annunci contestuali attivi dal 2023 | Microsoft Advertising, in automatico dalle campagne Bing |
| Perplexity | Ha sperimentato per prima, poi ha ridimensionato o sospeso il programma nel 2026 | Nessun self-service paragonabile |
| Claude (Anthropic) | Nessuna pubblicità, per scelta dichiarata | Non disponibile |
La lezione è che la stessa campagna non si copia da una piattaforma all’altra, perché ognuna ha logiche, formati e pubblici diversi. E che il mercato cambia in fretta. Chi entra deve leggerlo settimana per settimana, un piano annuale serve a poco.
ADS o GEO? Servono tutte e due
Un equivoco da chiarire subito. Comprare pubblicità su ChatGPT non compra una citazione nella risposta. Se il tuo brand non compare quando l’utente chiede “quale software scelgo?”, l’annuncio in fondo alla pagina non rimedia. Resta lì sotto, mentre la risposta consiglia altri.
Per questo l’advertising conversazionale rende ancora più importante il lavoro organico, quello che oggi chiamiamo GEO (Generative Engine Optimization) o AEO, ovvero contenuti chiari, strutturati, autorevoli e leggibili dai modelli, che portano ChatGPT e gli altri assistenti a citarti da soli. Le ADS sono un affitto a prezzo premium, la citazione organica è una proprietà. I brand che stanno andando meglio fanno tutte e due le cose, annunci per generare pipeline e dati subito, GEO per costruire una presenza che non dipende dal budget.
Se vuoi fare un primo test senza bruciare soldi:
- parti con un budget contenuto e trattalo come una riga del piano di sperimentazione, non come una scommessa sul trimestre
- misura lato server dal primo giorno (Pixel e Conversions API) e crea in GA4 un canale dedicato al traffico in arrivo dagli assistenti AI
- dai al test almeno 30 giorni e abbastanza conversioni da superare il rumore statistico
- giudica il canale sull’incrementalità, cioè i clienti nuovi che non avresti preso altrove, più che sul ROAS last-click
- scala solo quando il costo per acquisizione reale tiene, e continua a lavorare sulla visibilità organica in parallelo
Cosa aspettarsi nei prossimi anni
OpenAI ha già detto cosa arriverà, ovvero più mercati, nuovi formati (video e caroselli evoluti attesi entro fine 2026), nuovi obiettivi di campagna, più opzioni di acquisto e di misurazione. La frase più interessante del comunicato di fine agosto però è un’altra. L’azienda “esplorerà nuovi modi per far interagire le imprese con i consumatori in modo più nativo dentro ChatGPT”. Tradotto, la scheda in fondo alla risposta è solo il primo passo.
Le tendenze da seguire da vicino:
- Annunci conversazionali. La possibilità di chattare con l’inserzionista dall’annuncio è già in test. Il passo successivo è un annuncio che risponde alle domande, prenota, configura un preventivo. Il confine tra pubblicità e assistenza si assottiglia.
- Commercio agentico. Quando sarà l’assistente a comprare per conto dell’utente, la partita si giocherà sull’essere scelti dall’agente. Feed prodotti puliti, dati strutturati e recensioni diventeranno il nuovo posizionamento.
- La risposta di Google. Con Gemini che si avvicina ai numeri di ChatGPT e un’infrastruttura pubblicitaria già pronta, l’arrivo di annunci nativi nell’app Gemini è questione di tempo.
- La regolazione europea. DSA, AI Act e le decisioni della Commissione su ChatGPT determineranno cosa si potrà fare (e non fare) in Italia. Chi lavora sul mercato europeo deve seguire Bruxelles quanto San Francisco.
- La prova della fiducia. Il fattore decisivo è se gli utenti continueranno a vedere ChatGPT come un consigliere neutrale. Il giorno in cui smetteranno, il valore di quegli annunci calerà con loro.
Capire oggi per non inseguire domani
La pubblicità su ChatGPT è un cambio in fase iniziale, la pubblicità che smette di inseguire parole chiave e comincia a intercettare ragionamenti. Ha vantaggi reali (intento profondo, pubblico enorme, soglia d’ingresso bassissima) e criticità altrettanto reali (fiducia, misurazione, pubblico limitato ai piani gratuiti, regole in movimento). Per ora è un canale da testare con un budget che puoi permetterti di perdere.
Va capita adesso perché chi impara le regole di un canale mentre si formano avrà un vantaggio difficile da recuperare quando quel canale sarà maturo. Meglio studiarla mentre accade e testarla con criterio, con la stessa curiosità con cui, 20 anni fa, qualcuno guardava i primi link sponsorizzati di Google.
Domande frequenti sulla pubblicità su ChatGPT
ChatGPT ha la pubblicità in Italia?
Sì. Dal 24 agosto 2026 gli annunci sono attivi in Italia e in altri 30 Paesi europei per gli utenti dei piani Free e Go. Dal 31 agosto le aziende italiane possono creare campagne in autonomia tramite OpenAI Ads Manager.
Gli annunci cambiano le risposte di ChatGPT?
No. Secondo OpenAI gli annunci girano su sistemi separati dal modello di chat, compaiono sotto la risposta con l’etichetta “Sponsorizzato” e gli inserzionisti non possono influenzare, classificare o modificare i contenuti generati.
Come si tolgono gli annunci da ChatGPT?
In 3 modi: passare a un piano a pagamento (Plus o Pro), attivare la modalità Ads-Free del piano gratuito accettando limiti più bassi, oppure usare le chat temporanee, dove gli annunci non compaiono. Disattivare la personalizzazione rende gli annunci solo contestuali ma non li elimina.
Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT?
Non c’è un listino, i prezzi si formano in un’asta ponderata sulla pertinenza. OpenAI consiglia offerte iniziali di 3-5 $ per clic e propone 60 $ come offerta massima predefinita per il CPM. Le stime di mercato indicano CPM tra 25 e 60 $. Il budget minimo giornaliero è 25 $ per gli account in dollari.
Gli inserzionisti vedono le mie conversazioni?
No. Ricevono solo dati aggregati (impression, clic, conversioni) e non hanno accesso a chat, cronologia, memoria o dati personali. In Europa, in più, gli annunci sono per ora solo contestuali e la personalizzazione richiede il consenso.
ChatGPT Ads sostituisce Google Ads?
No. Intercetta un momento diverso del percorso d’acquisto (il confronto e la valutazione, prima della ricerca esplicita) e raggiunge solo gli utenti gratuiti. Va pensato come un canale in più da testare, insieme al lavoro organico di ottimizzazione per i motori generativi.
