Perché se ne parla così tanto
Ogni volta che un interlocutore dice «Questo è off the record», nella stanza cala una strana tensione: da quel momento ciò che sta per essere detto non potrà (o non dovrebbe) finire in pagina. Eppure la pratica è spesso fraintesa; molte fonti credono di poter “togliere” dichiarazioni dall’intervista dopo averle rilasciate – un equivoco che continua a generare attriti fra giornalisti e intervistati.
Etimologia e traduzione di Off the record
Letteralmente, off the record significa «fuori dal verbale». In italiano i dizionari lo rendono con “ufficioso”, “in via confidenziale”, a indicare qualcosa che non ha valore ufficiale né pubblico.
Definizione operativa
Nel gergo delle redazioni “off the record” è un patto di riservatezza: l’informazione può essere ascoltata, ma non è pubblicabile né citabile, neppure in forma parafrasata, salvo diverso accordo. Nemmeno ad altri colleghi esterni al team si può rivelare il contenuto.
Un accordo (sempre) da negoziare
Il vincolo scatta solo se il giornalista accetta esplicitamente le condizioni prima che la fonte parli. In assenza di un’intesa chiara, tutto resta “on the record” – quindi utilizzabile e attribuibile. È per questo che i codici deontologici invitano i reporter a «diffidare» delle richieste di riservatezza non concordate per tempo.
Le altre formule di attribuzione
| Formula | Cosa permette di fare | Esempio di attribuzione |
|---|---|---|
| On the record | Si può pubblicare tutto, con nome e carica della fonte. | «Ha dichiarato Mario Rossi, assessore…» |
| On background | Si può pubblicare, ma senza nome; si descrive la fonte in modo generico. | «Secondo un alto funzionario del ministero…» |
| Deep background | Si può usare l’informazione, ma senza alcuna attribuzione; la fonte resta invisibile. | Dati o contesto inseriti nel testo senza indicare la provenienza. |
| Off the record | Non si pubblica né si attribuisce; serve solo a orientare il lavoro del reporter. | (Nessuna citazione permessa) |
Definizioni e limiti provengono dai manuali di NBC News e da linee guida di formazione giornalistica.
Perché una fonte chiede l’off the record
- Evitare ritorsioni sul lavoro o nella sfera politica.
- Fornire contesto che aiuti il giornalista a capire la storia.
- Testare la serietà del reporter prima di esporsi pubblicamente.
Nella prassi italiana il termine viene usato soprattutto da politici e portavoce, spesso in modo improprio o per tentare di controllare la narrazione.
Rischi e responsabilità
Per il giornalista
- Perdere la notizia se accetta troppe restrizioni.
- Essere accusato di scarsa trasparenza dai lettori.
Per la fonte - Illudersi di poter “cancellare” parole già pronunciate.
- Confondere off the record con “informale ma pubblicabile” – non è la stessa cosa.
Lezioni dalla storia
- Watergate: la fonte segreta “Deep Throat” (W. Mark Felt) fornì indicazioni a Woodward e Bernstein in deep background, mai direttamente pubblicabili, ma decisive per indirizzare le verifiche.
- D: All Things Digital 2003: il “gag order” che voleva tenere off the record le battute di Steve Jobs e Bill Gates fu violato dai blogger in sala, dimostrando quanto sia fragile il patto quando l’audience non lo condivide.
Quadro normativo italiano
L’Ordine dei giornalisti non definisce formalmente l’espressione, ma il Testo unico dei doveri del giornalista richiama il principio di lealtà verso la fonte e di corretta informazione del pubblico. In caso di contestazioni, prevale il valore dell’accordo fra le parti e la buona fede professionale.
Buone pratiche (check-list)
Per il reporter
- Chiarire le regole prima di iniziare l’intervista.
- Registrare (o prendere note) anche l’accordo di riservatezza.
- Coinvolgere l’editor nelle decisioni su materiale non pubblicabile.
- Limitare il ricorso al off the record a casi davvero necessari.
Per la fonte
- Esplicitare la richiesta di riservatezza prima di rilasciare l’informazione.
- Non aspettarsi di “ritirare” dichiarazioni già fatte on the record.
- Valutare se esistono modalità alternative (on background) che proteggano l’identità senza sacrificare del tutto la pubblicabilità.
